La Comunicazione

 

Come evitare i malintesi e capire quello che dicono i nostri amici a quattro zampe.

 

Comunicare vuol dire emettere segnali in grado di stimolare un sistema sensoriale del ricevente.
I cani sono in grado di comunicare a diverse distanze, utilizzando sistemi diversi di emissione e ricezione.
I canali comunicativi sono:
–  canale tattile
–  canale olfattivo
–  canale uditivo
–  canale visivo

Alcuni di questi canali permettono la comunicazione a breve distanza, altri a grande distanza, altri entrambe.
Il tatto è il primo senso che si sviluppa; è molto importante all’inizio della vita del cucciolo, poi perde importanza.
È uno dei sensi meno studiati. È utilizzabile solo a distanza ravvicinata.

L’olfatto è molto importante, nel cane è stato per secoli un motivo di selezione. Permette di “ricevere” segnali vicini e anche molto lontani. L’area di mucosa olfattiva è molto ampia, come la conseguente area cerebrale.

L’udito serve a “ricevere” soprattutto segnali lontani, ma è molto utilizzato anche da vicino.
L’orecchio, parte ricevente dell’udito, viene anche usato per emettere segnali.

La vista serve per “ricevere” segnali vicini e lontani, soprattutto corporei. La capacità visiva del cane è diversa dalla nostra, certe volte siamo portati a pensare che il cane non veda bene.

I cani sono molto più portati ad abbaiare rispetto ai loro antenati lupi, probabilmente ciò è dovuto ad una selezione da parte dell’uomo che preferiva quei soggetti che abbaiavano di più. I segnali sonori emessi variano molto: diversi tipi di abbaio, ringhi e lamenti.

Abbai

Un sistema molto importante, ma controverso, è la comunicazione con i feromoni.
È un sistema molto utilizzato negli insetti, poco studiato nei mammiferi.
La parola feromone sembra derivare dal greco e significa “essere trasportati” o “trasportare e eccitare”.
Vengono emessi da ghiandole presenti in alcune parti del corpo – sacchi anali, ghiandole sopra e sub caudali, ghiandole podali, ghiandole zigomatiche e periorali saliva, marcature urinarie e fecali – e vengono ricevuti dal canale olfattivo e dall’organo vomero-nasale o di Jacobson.

Ed ecco alcune posture e segnali del corpo che ci comunicano lo stato del cane:

 
 
 
 
 
 
 
 
 

Come comunica l’uomo?Abbraccio_cane

L’uomo tende a comunicare con il cane nello stesso modo che usa con i propri simili.
Solitamente, da parte di chi non ha una buona cultura cinofila, si tende a dare per scontato che sia una cosa normale che il cane capisca quello che gli si dice.
La maggior parte delle persone tende a parlare, ignorando che per il cane il linguaggio parlato è quello più difficile da capire. Solitamente al parlato vengono associate posture corporee ed espressioni facciali che il cane può non capire o male interpretare.
Pensate semplicemente al sorriso, che comunica sicuramente buone intenzioni. La maggior parte dei cani sono in grado di capire, ma pensate cosa significava nei lupi…
Pensate all’abbraccio, sappiamo cosa vuol dire per noi, ma per il cane?
Per noi, quando ci presentiamo, è normale andare incontro a una persona in linea retta, con la mano tesa e guardando negli occhi. Sappiamo cosa significhi per il cane?

 

Segnali calmanti

Poiché il cane è un animale sociale, nel suo vocabolario ci sono una serie di segnali, detti “calming signals”, che vengono messi in atto per diminuire le intenzioni bellicose di un rivale, o per mostrare intenzioni non ostili. A volte vengono messi in atto anche in situazioni conflittuali.Lupi–comunicano
Sono segnali calmanti:
– girare la testa e guardare altrove
– socchiudere gli occhi
– voltarsi di lato e di spalle
– leccarsi il naso
– immobilizzarsi
– muoversi lentamente
– assumere una posizione di invito al gioco
– sedersi e sdraiarsi
– sbadigliare
– annusare
– curvare
– mettersi in mezzo
– agitare la coda
– assumere comportamenti da cucciolo.

E’ quindi importantissimo conoscerli ed essere in grado di interpretarli ed emetterli, in modo di poter comunicare correttamente con il cane. La corretta esecuzione ci può salvare da aggressioni dovute a malintesi interpretativi.

calming

 

Bibliografia

P. Pageat: Cani si nasce, padroni si diventa, Pratiche Editrice, 2000.
Mc Connell: All’altro capo del guinzaglio, TEA Pratica, 2003.
Abrantes: Il linguaggio del cane, Editoriale Olimpia, 2000.
Overall: La clinica comportamentale del cane e del gatto, Edizioni Medico Scientifiche, 2001.

 

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