L’apprendimento

 
 

Diverse sono le definizioni dell’apprendimento. Lo possiamo definire come il processo di generazione e modificazione di rappresentazioni interne durevoli sulla base dell’esperienza. Il significato da dizionario è: afferrare con la mente, venire a conoscere.

Solitamente l’apprendimento si esprime attraverso un comportamento, ma non sempre è così. Infatti nell’esecuzione di un comportamento spesso intervengono anche aspetti innati, tipici dell’adattamento filogenetico durante l’evoluzione.

L’apprendimento viene suddiviso in:
•  non associativo

•  associativo
•  complesso


Apprendimento non associativo:

Consiste nella risposta adottata nei confronti di un solo evento.

Abituazione: ripetuta stimolazione provoca progressiva diminuzione della risposta fino alla scomparsa.

Sensibilizzazione: aumento nella probabilità di ottenere una risposta in seguito alla ripetuta esposizione allo stimolo.

 

Apprendimento associativo:

Si ha in seguito alla presentazione di più eventi con un certo rapporto di reciprocità.

Condizionamento classico: detto anche pavloviano, si ottiene presentando uno stimolo neutro –suono- insieme ad uno stimolo incondizionato –cibo-. Ciò fa ottenere la risposta incondizionata –salivazione-, e più avanti otterremo la risposta alla sola presentazione dello stimolo neutro. –SC-SI-RI-.

Condizionamento operante: detto anche strumentale o skinneriano, viene stabilita una relazione di contingenza tra una risposta e uno stimolo –leva e cibo-.

Si introduce il concetto di rinforzo, che può essere positivo o negativo e condizionare la frequenza del comportamento.

 

Apprendimento complesso:

I tipi di condizionamento non sono in grado di spiegare le capacità di apprendimento dei mammiferi superiori. Per alcuni comportamenti occorre un apprendimento molto più complesso, più “cognitivo”, che per anni è stato negato negli animali.

Percezione della Gestalt: processo di riconoscimento di un altro animale o di un oggetto in base alle varie componenti del suo fenotipo. Queste componenti vengono percepite in modo integrato e non come semplice somma dei singoli componenti. E alla base del riconoscimento dei segnali infantili, degli stimoli supernormali e anche per il riconoscimento della preda.

Insight: -vedere dentro-, è un processo di “riorganizzazione percettiva degli elementi della situazione problema”, basata sul fatto che gli oggetti visti non vengono catalogati solo per forma, dimensione, colore, ecc., ma anche per la loro funzione; tale funzione però può variare a seconda del contesto. Questo tipo di apprendimento è influenzato dalle esperienze precedenti.

Tolman: studioso che si contrappose all’apprendimento per associazione. Secondo il suo pensiero, alcuni apprendimenti condizionati non sarebbero tali ma sarebbero “per segni”, cioè quello che viene appreso non è un associazione cieca ed automatica, ma un aspettativa del fatto che, in una data situazione, uno stimolo sarà seguito da un altro stimolo. Per Tolman un topo in un labirinto non si limita ad associare le svolte a destra e sinistra a degli stimoli, ma si crea una rappresentazione interna del labirinto.

Apprendimento latente: si verifica in assenza di rinforzo; in questa situazione l’animale acquisisce informazioni sull’ambiente che non vengono utilizzate subito ma possono essere utilizzate in un secondo momento.

Apprendimento percettivo: basato sul concetto di Umwelt, che per Uexkuell è diverso per ogni specie. Il mondo visivo di ogni specie è costituito da sfondo e oggetti con distanze, forme, orientamenti e colori diversi. Tutto questo provoca cambiamenti nelle percezioni dei singoli che poi in determinate situazioni ambientali mostrano comportamenti alterati.

 

Oltre alla sfera percettiva coinvolge anche la memoria.

Apprendimento sociale: alla base c’è l’interazione fra 2 individui. Se il comportamento dura oltre il ristretto periodo dell’interazione, viene considerato trasmissione sociale, alla base della nascita di tradizioni e cultura.

Imprinting: si verifica soltanto durante i periodi sensibili della specie, e ciò che viene appreso si conserva per tutta la vita. È alla base del riconoscimento della specie.

Insegnamento: può essere basato sull’incoraggiamento o sullo scoraggiamento a comportarsi in un certo modo -gatta che porta la preda ai piccoli; scimpanzé che strappano dalle mani dei piccoli piante non commestibili-.

Imitazione: comportamenti nuovi, non caratteristici della specie e che non hanno nessuna base di innato, vengono visti e copiati.


Bibliografia

Mainardi e coll.: Dizionario di Etologia, Einaudi, 1992.
K. Immelmann: Introduzione all’etologia, Bollati Boringhieri, 1988.
Manning & Dawkins: Il comportamento animale, Bollati Boringhieri, 2003.

 
 

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