Il Volontario dei canili e rifugi

 

Alcune interessanti riflessioni del dr Adelmo Rossin durante il Corso per Volontari di canile
sull’importante ruolo dei volontari che orbitano intorno a canili e rifugi
e si impegnano con entusiasmo per offrire il loro aiuto.

 

Considerazioni…

•  Diversi aspetti devono essere presi in considerazione quando si va a svolgere un’attività di volontariato con i cani di un canile
•  Il mondo canino presente all’interno è estremamente eterogeneo: taglia, età, stato di salute, eventuali problemi comportamentali.
•  Anche la conformazione delle strutture va tenuta in considerazione.
•  La struttura: presenza di box singoli o multipli, presenza di aree di sgambata, aree di passaggio, zone di entrata/uscita, altre peculiarità.
•  Il personale: personale fisso, volontari, livello di preparazione degli addetti.

 

Il volontario

•  Spesso è una figura importantissima nella gestione del cane di canile.
•  La sua formazione però non sempre è uniforme.
•  Questa figura «professionale», in base a diversi aspetti può essere un punto di forza o un problema.
•  Se i cani vengono gestiti in maniera errata, possono peggiorare!
•  Cosa si richiede al volontario? A seconda delle situazioni il ruolo svolto varia tantissimo, da essenziale a marginale.
•  Due sono le doti indispensabili per un volontario: l’empatia e il saper lavorare in gruppo.
•  Il resto viene poi orientato in base alle attitudini.
•  Quando si lavora con gli animali occorre tenere sotto controllo diversi aspetti, anche i più banali:
•  Abbigliamento adeguato – Stato emozionale – Attitudine e capacità di lavoro

 

Abbigliamento

•  Non si vuole suggerire l’adozione di uniformi, ma si devono evitare capi di abbigliamento che possono modificare la forma del corpo umano.
•  Anche se le situazioni ambientali lo richiedono, copritevi sempre e usate calzature idonee.
•  Pensate a cappelli particolari o vestiti lunghi o sciarpe o foulard che possono coprire la faccia.  Valutate l’entrare impugnando ombrelli, scope, secchi, ciotole, guinzagli, ecc.

 

Stato emozionale

•  Se siete particolarmente nervosi, agitati o impauriti, i cani saranno i primi a recepirlo e a comportarsi di conseguenza.
•  Occorre lavorare prima su di sé e poi relazionarsi con i cani.
•  Se proprio non riusciamo ad essere calmi, valutiamo i cani con i quali interagire.

 

Attitudine e capacità di lavoro

•  Va fatta una graduatoria dei volontari in base alle capacità di interagire e gestire correttamente i cani.
•  I più esperti dovrebbero affiancare i nuovi quando questi cominciano ad interagire con i cani, che ovviamente devono essere i più «facili».
•  Non è una competizione!

 

Comunicazione

•  A seconda della situazione possiamo adottare o meno dei rituali standard.
•  Si può così fare in modo che anche i soggetti particolarmente “difficili” vengano gestiti con molta più facilità e tranquillità da altri volontari esperti.
•  Esempio di rituale: saluto, entrata, interazione con cibo o coccole o gioco, svolgimento del compito, saluto, uscita.

 

Formazione

•  Da anni viene data molta importanza, nel mondo del lavoro, alla corretta formazione degli addetti.
•  Lo stesso viene fatto anche con i volontari.
•  Persone formate nel modo corretto saranno «spie» utilissime nella gestione delle situazioni potenzialmente pericolose.
•  Pensate a patologie che possono essere notate magari al momento di mettere il collare o la pettorina!

 

Classificazione cani

•  Una graduatoria della difficoltà di gestione dovrebbe essere formata ed esposta all’esterno della gabbia con l’uso di sigle e/o colori diversi.
•  Questo al fine di rendere facile l’inquadramento del soggetto da parte dei volontari e non degli estranei.
•  Pensate cosa può pensare un estraneo in visita alla vista di scritte “cane pericoloso” e simili.

 

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